 |
BOTTICELLI
E FILIPPINO
L'INQUIETUDINE E LA GRAZIA NELLA PITTURA FIORENTINA DEL QUATTROCENTO
a cura di
Daniel Arasse, Pierluigi De Vecchi e Jonathan Nelson
Firenze celebra con una straordinaria mostra Sandro Botticelli (Firenze
1445 - 1510). Le sue opere sono esposte insieme a quelle dell'allievo
e amico Filippino Lippi (1457-1504), di cui ricorre nel 2004 il
quinto centenario della morte.
La mostra ha un sottotitolo: l'inquietudine e la grazia.
Grazia, perché il Quattrocento scelse la grazia - vale a
dire l'eleganza intellettuale e la squisita rappresentazione dei
sentimenti - come suo emblema estetico. Inquietudine, perché
il secolo si chiude sotto il segno della precarietà e dell'angoscia,
nell'incombere delle minacce apocalittiche di Girolamo Savonarola,
carismatico e tragico profeta dell'eclisse degli ideali umanistici.
Al tempo di Sandro Botticelli e di Filippino Lippi, suo alter
ego geniale e unico vero erede, Palazzo Strozzi c'era: lo aveva
commissionato il ricchissimo banchiere Filippo Strozzi, lo aveva
edificato, nelle forme che conosciamo, l'architetto Giuliano da
Maiano.
Palazzo Strozzi è l'archetipo della fiorentina civiltà dell'abitare,
è l'emblema di Firenze medicea, la grande stagione di cui Botticelli
e Filippino Lippi sono stati protagonisti. La restituzione delle
opere dei due artisti ai luoghi originari arricchisce l'esposizione
di storia e suggestioni.
Una mostra di oltre 60 capolavori provenienti dai più importanti
musei del mondo e da alcune collezioni private: 26 dipinti di Botticelli,
16 di Filippino Lippi, oltre a disegni e opere di confronto - fra
gli artisti presenti, Leonardo da Vinci e Piero di Cosimo -, che
scandiscono un percorso articolato in sezioni tematiche.
Scene sacre e profane
Botticelli si confrontò con la narrazione di episodi biblici, come
nelle Storie di Giuditta degli Uffizi, ma anche con temi
ispirati dalla letteratura: dal Prado viene una delle Storie
di Nastagio degli Onesti, tratta dalla celebre novella di Boccaccio,
dalla Biblioteca Vaticana una delle illustrazioni della Divina
Commedia. Alcuni dipinti del primo Filippino, 1470-1480, rivelano
la stretta relazione col Maestro, come la Storia della Regina
Vasti, realizzata probabilmente su disegno di Botticelli.
Santi
Sono presenti, di Botticelli, due versioni di Sant'Agostino nello
studio e, di Filippino Lippi, la splendida tavola con la Visione
di San Bernardo oggi nella Badia fiorentina, esposta a fianco
di uno studio preparatorio per la figura del Santo.
Angeli
L'Angelo dell'Annunciazione di Botticelli è vicino allo splendido
tondo di Filippino con Madonna col Bambino e angeli musicanti.
Nell'atmosfera spirituale di questa sezione sorprende incontrare
il disegno erotico di Leonardo da Vinci: è la testimonianza di un'epoca
profondamente religiosa e allo stesso tempo spregiudicata, capace
di scherzare anche sugli argomenti più trascendentali.
Madonne
Dopo le prime Madonne con Bambino, come quelle provenienti
da Boston, Chicago ed Edimburgo, ancora legate allo stile di Filippo
Lippi, Botticelli si avvia alla creazione di un nuovo stile personale,
lirico e raffinato.
Ritratti
Il Ritratto d'uomo con medaglia, un giovane dall'aspetto
fiero e riflessivo, il Profilo di donna di collezione privata
americana di Botticelli, uno dei primi maestri italiani del ritratto,
sono a confronto con i ritratti di Filippino, come lo splendido
Ritratto di musico di Dublino, che denotano la stessa attenzione
per lo studio del carattere e per le innovazioni portate dalla pittura
fiamminga.
Allegoria e mito
L'allegoria è il linguaggio preferito dalla cultura fiorentina del
Quattrocento. Nelle sale di Palazzo Strozzi sono esposti i capolavori
noti del Botticelli - la Calunnia, la Pallade e il Centauro
degli Uffizi - ma anche la curiosa, sconosciuta Allegoria dell'amore
di Filippino: un unicorno che purifica l'amore di una coppia di
cervi.
Gli anni di Savonarola
Botticelli e Filippino furono attratti dalla figura di Savonarola.
Ne sono testimonianza la Natività mistica della National
Gallery di Londra, l'unico dipinto di Botticelli datato e firmato,
e le figure emaciate e penitenti di Maria Maddalena e Giovanni
Battista di Filippino, che interpretano l'ansia spirituale originata
dalle predicazioni del frate.
Il dramma religioso
Il bellissimo Compianto del Museo Poldi Pezzoli di Milano,
dove il dolore erompe in tutto il suo pathos, apre l'ultima
parte del percorso espositivo, dedicata al lato forse meno conosciuto
dell'arte del Botticelli. Filippino esprime questa stessa tensione
con il tormentato San Girolamo degli Uffizi, l'appassionata
Pietà di Washington e con l'inedita Maria Maddalena penitente
di collezione privata americana.
|
|

Sandro
Botticelli
Compianto sul Cristo Morto
Milano, Museo Poldi Pezzoli
|