LA NATURA MORTA A FIRENZE

Pur essendo sempre stata considerata dagli studiosi un genere 'minore' a fronte della pittura di storia e di figura, la natura morta trova a Firenze interessanti situazioni per uno sviluppo originale: un campo di applicazione specifico č il commesso di pietre dure, che offre soluzioni di straordinaria suggestione dal tardo Rinascimento fino al Neoclassicismo. Altra produzione esclusivamente fiorentina č quella delle 'pale' allegoriche per gli Accademici della Crusca. Pur vantando episodi legati al naturalismo spagnolo e alle scene di cucina lombardo-fiamminghe, il cui principale rappresentante č Jacopo da Empoli, la natura morta toscana del Seicento si collega strettamente con il gusto per l'illustrazione naturalistica e per la classificazione delle specie botaniche, promossa dagli interessi della corte granducale. In questo filone, i cui esponenti sono Jacopo Ligozzi, Filippo Napoletano e la miniaturista Giovanna Garzoni, si sviluppa l'attivitā di Bartolomeo Bimbi, i cui dipinti appaiono come la messa in scena di uno spettacolare 'teatro della natura', dove l'acuta riproduzione botanica si traduce in forme sontuosamente barocche. Tra la fine del Sei e l'inizio del Settecento il mecenatismo internazionale della famiglia Medici fa di Firenze un preciso punto d'incontro e di scambio di esperienze fra pittori di natura morta e animalisti italiani ed europei.


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